Carissimi R.R.,
dopo un bel po' di ingiustificata latitanza eccomi di nuovo qua a stilare un breve resoconto.
Come forse saprete questa è la settimana dell'Istria Open, non quello famoso di tennis ma quello di poker. Ampio risalto è stato dato su tutte le riviste del settore e con giornale alla mano eccomi alla conduzione della mia macchinina blu in direzione UMAGO, sede prevista del torneo !
Partito con largo anticipo perché... "non se sa mai" e anche perché "mi no vado in sciaveria e le strade no le conosso" ho fatto tesoro delle parole di un amico ! "Per andar a Umago te sta almeno un'ora e mezza, segui direzion Pula e dopo Umag". Non fidandomi delle sue parole ho fatto una breve ricerchina su viamichelin.it e il responso è il seguente: "Trieste-Umago 56 km e 57 minuti di strada. Delle due, l'una: o il mio amico guida come una lumaca o viamichelin confida nelle mie doti di driver spericolato.
Bene: parto alle 14, il torneo inizia alle 16.30 ho tutto il tempo per far anche una passeggiata lungomare perché mi si dice che Umago è bagnata dal mar Adriatico.
Brum-brum-brum, pot-pot-pot... ecco che il Kalvus e la sua macchinina si avvicinano alla meta: strada piuttosto libera e in perfetta tabella di marcia "kalvus" alle 15.15 mi presento alla reception del casinò Soleil di Umago. Posteggio piuttosto comodo, ci son solo quattro auto parcheggiate... mmm.. entro... c'è solo una vecchina che bestemmia alla slot machine. Ohibò, tutto il mondo è paese... Mi scappa la pipì e corro alla toilette. Fatto. Ritorno alla reception e suono la campanella sita sul bancone: mi si presenta un'attempata signorina alla quale chiedo lumi.
"Scusi signora, a che ora inizia il torneo di poker ?".
Mi guarda truce e sospettosa.
Penso: "Sta qua no la capissi un'ostia de quel che digo..."
Le faccio: "Sorry, do you speak english ?"
Mi fa: "No, no, capisco l'italiano... ma di quale torneo sta parlando?"
Mi cadono le braccia e assieme alle braccia pure quelle due cosette mollicce che stanno tra le gambe.
Corro in macchina, recupero il giornale e glielo mostro (il giornale).
Mi fa: "Un attimo".
Alza il telefono, comincia a parlare in una lingua incomprensibile e nel frattempo entrano due ragazzi, occhiali neri e maglietta Pokerstars. Evvvieni...Deo Gratias, altri compagni di sventura.
La signora abbassa la cornetta e mi fa: "il torneo è stato spostato al casinò di Parenzo".
"Ehhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ?"
" Sì a Parenzo. Prende la strada principale, non il primo semaforo, ma al secondo gira a sinistra, va dritto per 30 chilometri e arriva. Sui cartelli è scritto Porec-Parenzo."
Io e i ragazzi ringraziamo madonnando tra noi e noi.
Di nuovo nella macchinina, brum-brum-brum, pot-pot-pot, perdo presto di vista i ragazzi che erano su un bmw. E così di nuovo solo in queste lande desolate alla ricerca di un cartello con su scritto "Porec".
Lo trovo e penso: un quarto d'ora e son là.
Alle 16.20 invece mi ritrovo in una stradina sconnessa. Do mentalmente l'addio al torneo di poker e maledico l'organizzazione. E le strade sconnesse dell'Istria.
Alle 16.30 miracolosamente mi ritrovo a Parenzo: cerco la scritta casinò, la trovo facile, parcheggio e mi precipito dentro. Buio pesto. Anche qui un signore alla slot-machine. Nemmeno la reception c'è qua. Così mi appropinquo ad una dealer che aspettava chissà chi al banco del black-jack.
Memore della precedente esperienza le chiedo: "Do you speak english?"
Lei: "Si, ma parlo anche italiano"
Kalvus: "Sorry madame, I speak only english !" (con sto cazzo che faccio per la seconda volta la figura di m..., stavolta mi do un certo tono)
Lei: "ok...", ma si vedeva lontano un miglio che non l'aveva bevuta.
Con il mio aplomb da vecchio londinese e frequentatore della City mi faccio capire e mi dice: "Sorry, no tournament here !"
Ma vaffanculoooooooo.. e 'ndo cazzo sta sto minchia di torneo (mantengo sempre il mio aplomb)
Insomma, sembra che a Parenzo ci sia un altro casinò.. in frazione Zelena Laguna e si chiama Parentium! Solo quattro chilometri.
Monto nella macchinina, corro come un dannato alla ricerca di sto piffero di casinò Parentium e come un miraggio nel deserto vedo le indicazioni. Lo trovo e parcheggio.
Entro.... Un paio di orrende magliette "non sparate sul dealer" vestite da altrettante orrende ragazze mi fanno capire che sono nel posto giusto. Mi precipito alla cassa e... sembrava di essere al Perla: decine e decine di facce note (Laschizza per dirne una, Cocuzzoli family per dirne un'altra, Bojan il floorman per dirne una terza, Ljubo per dirne una quarta e potrei continuare sino alla quarantesima ma mi fermo perché ho compassione dei miei lettori). Bene, bene, il torneo inizia alle 17, cioè tra tre minuti. Chiedo un po' in giro "ma voi lo sapevate che il torneo era stato spostato?" e tutti "sì lo sapevamo !". Ok non chiedo altro per non far la figura del pirla non aggiornato.
Si inizia a giocare ma non mi dilungo su questo aspetto secondario. Basti sapere che era un torneo turbissimo... blind di venti minuti, si partiva da 25/50 con 5mila di stack. All'ora di cena, dopo neanche tre ore di gioco quaranta persone avevano già lasciato il tavolo. Io invece tenevo duro perché alla cena ci tenevo: mi son riempito il piatto con deliziose patate al forno a fettine sottili, due polpette all'aglio che sto ancora digerendo, due fettine di arrosto che smaltirò a giugno. Ma come Regolarità Piergianni insegna "bisogna tenersi leggeri" e allora per dessert ho mangiato gli ultimi cinque cugnetti quadrati di delicata meringa con nutella tra l'invidia di Laschizza che invece ha mangiato insalata russa. Burp ! Per digerire ho fatto quattordici volte la rampa di scale che portava alla poker room, ma tutto sto movimento mi deve aver provocato un certo sconquasso alle budella... e la voglia di un cesso si è fatta sempre più impellente. Inguardabili i cessi del casinò, in mancanza di un albero o un cespuglio appartato, decido di tenere.
Si ricomincia a giocare e i "player out" fioccano come neve al 26 di dicembre, tra i quali pure io che dopo aver visto in sequenza (lo giuro, che mi cascassero le due cosette mollicce che stanno tra le gambe) 2-7, 3-7, 2-7, 4-7, 2-7 appena vedo 8-8 e uno mi chiama il rilancio, mando i resti. Lui A-J, io 8-8.
"Almeno parto sopra" penso.
Flop A-A-K. Fanculo.
Il gufo vicino a me mi fa "non preoccuparti, ora esce un otto".
Due pali: un sette e un nove.
Bel bello saluto la compagnia e me ne torno a casa piegato in due dal mal de panza.
Dimenticavo: al mio tavolo ad un certo punto si è seduto Peter, il mitico Vallè del Perla. Appena l'avevo visto mi è venuto spontaneo chiedergli "un tost ben cotto e una fetta di torta grazie". Poi ho visto che era in borghese, non aveva la sua solita giacchetta rossa e aveva un mucchio di fiche !
Bon.. torno a casa dicevo... nel buio pesto della strada chiedo lumi ad un'amica che dice "cerca i cartelli blu dell'autostrada, basta che non sia scritto Pola... seguili e arrivi a casa".
Riconoscente, le pagherò oggi un caffè.
Brum-brum-brum, pot-pot-pot ecco che vedo il cartello blu con su scritto "Koper SLO-Trieste I".
Figo ! Girare a destra. Non ci penso due volte e svolto a destra.
Un paio di chilometri e la strada si restringe... mmm... buio assoluto... mmm...la strada diventa bianca... il sospetto di aver girato a destra troppo presto si fa largo in me nel momento che sorpasso una vacca. Stupito mi fermo e la guardo. Lei mi guarda altrettanto stupita. No ragazzi... era una vacca nel senso proprio della parola, non una ragazza dai facili costumi. A lei infatti non chiedo "do you speak english".
Proseguo per un centinaio di metri, appena possibile giro la macchina e torno indietro. Incrocio nuovamente la mucca, la saluto cordialmente e mi rimetto sulla strada principale. Cento metri e trovo la deviazione giusta. Uff, che fatica questa trasferta. Di corsa, di corsa e.. arrivo a casa giusto in tempo. In tempo per cosa chiedete ? ma non avete letto con attenzione allora !
Ciaooooooooooooooo










